Molto spesso si sentono lamentele riguardanti la sfortuna che un giocatore ha durante una partita di poker, ma si tratta davvero di sfortuna? Perdere con una coppia fortissima o, più in generale, con un ottimo punto, può succedere eccome, ma non sempre si tratta di sfortuna. Nonostante in molti lo neghino, la matematica è indiscutibilmente legata al gioco del poker ma, tuttavia, ad onor del vero, anche la fortuna fa la sua parte. Conoscere la matematica legata al poker ci può consentire di ridimensionare questa fortuna, in modo da evitare sorprese che, in alcuni casi, nascono da carte giocate male e non solo.
Avere una coppia prima del flop non sempre è la cosa migliore che può capitarci. La matematica, si sa, non è un’opinione. Innanzitutto, ci sono solo il 6% di probabilità che, prima del flop, avremo una coppia servita (senza considerarne il valore!). Basti pensare, ad esempio, ad una coppia di assi, questi ultimi saranno nostri solo una volta ogni 200 mani circa! Cosa fare, dunque, quando abbiamo una coppia? Anche con le famose “paperelle”, ossia la coppia di 2, è sempre possibile puntare al tris, tuttavia solo 11 volte su 100 riusciremo a chiudere questo punto. Inoltre, quando lo stack di un avversario e la dimensione del grande buio lo impongono, può capitare che qualcuno possa venire a vedere la vostra coppia d’assi anche con 6-3. Una mano deludente sotto ogni punto di vista, ma che ha il 10% di possibilità di spuntarla sui vostri assi. Fortuna o sfortuna? Niente di tutto questo, è solo matematica.
Una volta girate le prime tre carte, entrano in gioco altri tipi di punteggio a cui un giocatore può puntare (scala e colore ad esempio). Ci sono il 40% di possibilità che appaiano due carte consecutive, il ché potrebbe portare ai famosissimi “quattro quinti di scala” e, inoltre, sono ancor maggiori le possibilità che vengano girate due carte dello stesso seme (succederà nel 55% dei casi). Cosa dire, invece, della coppia girata al flop? Succederà quasi 2 volte ogni 10 flop! Insomma, il flop è molto importante, ma dovete sempre rammentare di non basare i vostri obiettivi e speranze sulla pura matematica, ma su tutti gli altri fattori che servono a vincere una mano di poker.
Capita spesso di avere un asso tra le carte private. Tuttavia, quest’ultimo viene giocato, molto spesso, in maniera poco adeguata. Molti neofiti, appena vedono un asso, pensano di essere imbattibili, senza considerare il kicker da cui è accompagnato. Dopotutto, avere un asso è molto semplice, difatti esso ci capiterà il 15% delle volte, ma è alta anche la probabilità di avere una seconda carta bassa e, a questo punto, compiere un passo falso è molto semplice. Se, ad esempio, la nostra mano vanta A-Q (una combinazione di tutto rispetto), contro un 7-8 la percentuale di vittoria è di appena il 58%. Non c’è da meravigliarsi, dunque, se dovessimo perdere la mano. Una situazione molto diversa è quando anche il vostro avversario ha l’asso, ma con un kicker più basso. In questo caso, infatti, la percentuale di vittoria aumenta fino al 70%. Insomma, come soprascritto, la fortuna fa sempre la sua parte, ma con una conoscenza più ampia della matematica legata al poker, è possibile ridurre la percentuale di incidenza della “dea bendata”.
Leave a Reply